Soave D.O.C. 2006 - Allegrini
|
Denominazione Soave D.O.C.Vitigni Garganega 80%, Chardonnay 20% IL TERRITORIO: Valle di Mezzane Collocazione geografica Mezzane di sotto, zona collinare Altitudine Da 150 a 250 m s.l.m. Esposizione Sud-Ovest Sistema di allevamento Guyot Eta’ delle viti 25 anni Densità dell’impianto Circa 6.250 viti per ettaro Resa in vino 72 hl/ha
VINIFICAZIONE E AFFINAMENTO Vendemmia Tra la fine di settembre e la prima settimana di ottobre. Metodo di raccolta Manuale Pigiatura Soffice, dell’uva diraspata Macerazione A freddo (crio-macerazione) sulle bucce per 18 ore a 10 °C Fermentazione In vasche di acciao inox da 200 Hl Temperatura 15 °C Affinamento Circa 4 mesi in acciaio, 2 mesi in bottiglia Imbottigliamento Marzo 2007 Produzione 50.000 bottiglie circa Confezionamento Bottiglia bordolese da 750 ml confezionata in cartoni da 6 e 12 bottiglie
DATI ANALITICI pH 3,21 Acidità totale 6,10 g/l Grado alcolico 13,04 % Vol. Estratto secco netto 22,06 g/l Zuccheri residui SO2 totale SO2 libera 2,8 g/l 90 mg/l 20 mg/l
NOTE DEGUSTATIVE Ha colore giallo paglierino brillante. All’olfatto libera profumi con evidenti note di fiori di campo, pompelmo rosa e cedro. Fresco e vivo, al gusto è aggraziato e morbido e manifesta al palato lievi sentori minerali.
Gastronomia Ottimo come aperitivo per accompagnare canapè, con caviale e carpacci di pesce affumicato, pinzimonio e olive. Si accompagna molto bene a piatti moderni di pesce quali sushi, sashimi,e tartare, e a pietanze ispirate alla cucina asiatica, speziate e agrodolci.. Ottimo con fritti di pesce e tempura, è perfetto abbinamento per il pesce delicato di acqua dolce, ma ha sufficiente struttura ed acidità per accompagnare grigliate di pesce di mare e crostacei. Si consiglia di servire ad una temperatura di 8-10° C e di stappare pochi minuti prima del consumo. |
| 
|
Sassoalloro - Biondi Santi
|
Uvaggio: Sangiovese Grosso di Toscana 100% Vinificazione e affinamento: Coltivato su terreni collinari ricchi di galestro, la vinificazione avviene in serbatoi di acciaio con temperature controlate simili a quelle adottate per i vini bianchi (20-22°C), per ottenere un aroma fresco e floreale. Dopo il completamento della fermentazione malolattica, il vino viene maturato in barriques di rovere francese non tostate per 14 mesi, e lasciato affinare in bottiglia per almeno 6 mesi prima della comercializzazione. Produttore: Centocinquant'anni di storia del Brunello tramandata di padre in figlio rappresentano un patrimonio che ben poche aziende del vino possono vantare. Capostipite di questa illustre famiglia fu, nella prima metà dell'800, Clemente Santi, che nella sua proprietà del Greppo selezionò particolari cloni di Sangiovese grosso che originarono vini di pregio premiati ai maggiori concorsi in Italia e all'estero. L'azienda agricola si compone di due proprietà: I Pieri e lo torico Greppo, quest'ultimo si estende su un sistema collinare a circa 500 metri di quota, affacciato a sud-est di Montalcino e gode di un microclima e di un suolo ideali per la produzione di vini rossi longevi e profumati. Il Brunello di Montalcino della Tenuta "Greppo" è uno dei vini più longevi del mondo. Oggi Franco Biondi Santi, figlio di Tancredi, produce annualmente circa settantamila bottiglie. Esporta il suo vino in tutto il mondo e conserva in cantina Riserve del suo Brunello a partire dal lontano 1888. Vino di lungo invecchiamento, il Brunello Biondi Santi, con il passare degli anni si evolve ed esprime straordinari profumi e sapori, sempre con vivacità e persistenza. Burton Anderson ha definito il Brunello Biondi Santi un "vino da meditazione": molto persistente che emana delicati profumi anche quando il bicchiere è stato svuotato. Profumi e sapori molto prolungati di incomparabile armonia. Un vino che va bevuto con attenzione in ambiente adatto, alla giusta temperatura e preparato al servizio in maniera adeguata. Abbinamento: Si accompagna a carni rosse arrostite, pesci di scogli al forno. Provenienza Italia - Toscana Il servizio Servire ad una temperatura di 18°C Prezzo consigliato: € 12,90/bottiglia
|
| 
|
Villa Borghetti - Amarone della Valpolicella Classico DOC - Pasqua
|
Classificazione: Amarone della Valpolicella DOC. Provenienza: Comune di Marano, nel cuore della Valpolicella Classica. Terreno: Calcareo, da detriti di falda e terreni di frana, con predominanza di terra fine sullo scheletro. Uvaggio: Corvina 65%, Rondinella 25%, Negrara 10%. Gradazione alcolica: 15% vol. Vinificazione: L'Amarone è un vino nobile, prodotto dai migliori grappoli delle terre del Valpolicella Classico, raccolti a mano e poi posti ad appassire in appositi plateaux per 4-5 mesi. In seguito all'appassimento, l'uva aumenta la concentrazione zuccherina del 25-30%. A fine febbraio viene pigiata e messa a fermentare per circa 25-30 giorni. Il prodotto viene quindi pressato e poi messo in serbatoi d'acciaio. Conclusa la fermentazione malolattica, il vino viene lasciato maturare in barriques per 16-20 mesi ed affinato in bottiglia per minimo 8 mesi. Caratteristiche: Un rosso vigoroso, corposo, dal colore granato intenso. Consistente, dai profumi nitidi, freschi, avvolgenti, che ricordano ribes, more e mandorle, con leggere note di vaniglia. Di buona struttura, con tannini morbidi e vellutati, con retrogusto armonico, lungo, persistente. Abbinamento: Ottimo con carni rosse e piatti a base di selvaggina, carne alla brace, brasati e formaggi stagionati. Servire a 18° C Prezzo consigliato: € 14,90/bottiglia |
| 
|
Quando mezza è meglio che intera
|
Lungamente collaudata, la bottiglia di vetro da sette decimi ( 0,750 litri ) è il contenitore ideale per i vini di qualità, adatto a consentire un armonico invecchiamento e pratico per le operazioni commerciali di stoccaggio e spedizione. Oltre al classico formato standard esistono però misure più grandi, il magnum da un litro e mezzo, il Jéroboam da tre litri, ecc. e la poco diffusa ( a differenza dalla Francia ) mezza bottiglia da 0,375 che va decisamente preferita in questi casi:
- per i single o le coppie con un solo bevitore che vogliano concedersi il piacere di un paio di bicchieri a pasto e preferiscano non finire a cena il vino avanzato a mezzogiorno ma aprire una nuova bottiglia; - per tutti coloro che al ristorante non vogliono affrontare la spesa considerevole di due bottiglie e non intendano rinunciare a concedersi sia un bianco da abbinare ai pesci o agli antipasti, sia un rosso per le carni. - per gli affezionati al " rito " dei vini da dessert o da fine pasto ( Albana passita, Moscato passito di Pantelleria, Malvasia di Lipari, Moscato rosa, Vinsanto, Recioto di Soave, ecc. ) vini molto particolari che vanno centellinati e consumati prevalentemente a bicchiere. |
| 
|
|
|
EDITORIALE
|
E’ una sera come tante altre. La bottiglia e’ li’ sulla tavola appena apparecchiata, accanto a quella dell’acqua. E’ una bottiglia importante, come si dice in gergo. Ma l’occasione davvero non lo e’. Non e’ un compleanno, ne’ un anniversario, ne’ una ricorrenza. Niente di speciale. Una normale cena in casa. Una bottiglia del genere avrebbe sicuramente diritto ad un posto d’onore. E invece scompare in mezzo a bicchieri, tovaglioli e posate. Neppure il cibo e’ all’altezza. Figuriamoci. Non ricordo neppure una delle pietanze nei piatti. Ma non ho dimenticato neppure una parola di quella sera. Abbiamo parlato per ore. Seduti in cucina, tra pentole sporche e bucce di arance nei piatti, ci siamo raccontati. Non abbiamo svelato segreti o confessato cose mai dette. Abbiamo solo chiacchierato sulla nostra vita, sulle nostre giornate. E abbiamo finito quell’ indimenticabile bottiglia di Barbera. E il giorno dopo e’ stato ancora piu’ bello. Nel vino c’e’ la verita’. Lo dicevano i latini riferendosi a coloro che avevano bevuto un bicchiere di troppo e di conseguenza avevano perso i freni inibitori. Ma nel vino c’e’ molto di piu’: c’e’ soprattutto la vita. La fatica, il sacrificio, le preoccupazioni, le gioie di chi pianta l’uva, di chi la raccoglie, di chi la imbottiglia. Ed e’ anche la vita di chi, come me, e’ cosi’ fortunato da riconoscerne i profumi e i sapori. E ogni volta che apro una buona bottiglia mi emoziono. E tutte le volte e’ diverso e tutte le volte il giorno dopo e’ ancora piu’ bello. |
|
|